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beblaura

06 dicembre 2017

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L’enogastronomia per rilanciare il turismo

Turismo a Schio? Natura, storia, ma anche enogastronomia e qualità della vita sono le leve che gli operatori del settore devono usare (e quindi conoscere) per mettere a frutto il patrimonio locale. È quanto emerso dal workshop promosso nell’ambito del progetto “Le valli del vino e del racconto”, una delle azioni comprese nel Piar Access che coinvolge 16 Comuni dell’Alto e Ovest Vicentino.Protagonisti dell’evento, sono stati diversi esperti del mondo del turismo e dell’enogastronomia.
Ad aprire i lavori è stata la giornalista Carla Urban che partendo da attraverso immagini di Schio, Val Leogra e Piccole Dolomiti, ha posto l’accento oltre che sulle bellezze storiche, artistiche e paesaggistiche, anche sull’importanza del settore agroalimentare e dei prodotti ottenuti attraverso metodi di lavorazione tradizionali. Tra i prodotti delle “Valli del vino e del racconto” vanno ricordati il vino Durello, le mele, la “fagiola rossa”, il tartufo, il taleggio di capra, il miele, la carota bianca, i porcini, la pera di San Martino ed i ricchi piatti della cucina locale: la soppressa, il pane, il baccalà, il dolce di patate, il bollito, il coniglio alla valleogrina. Un lungo elenco, sul quale si è soffermato Gianni Spagnolo, del Consorzio di Proloco La Serenissima Agno-Chiampo, che ha posto in particolare l’accento sulle opportunità di attrazione del nuovo turismo e sulla valorizzazione delle tipicità ed eccellenze del territorio.
Alle considerazione di Spagnolo si è unito Giorgio Santacaterina, neofiduciario Slow food Schio. “In questo territorio negli ultimi anni si è registrato un grande ritorno da parte dei giovani all’agricoltura, con un’attenzione particolare verso le colture autoctone”. Un vero punto di forza per la valorizzazione e la promozione del turismo in queste zone sono certamente gli alberghi diffusi, le fattorie didattiche ed il turismo enogastronomico. Ma anche la vocazione industriale di Schio è spunto per un “racconto” che può rendere più ricca l’esperienza turistica. Una storia fatta di famiglie e uomini che hanno reso famoso questo territorio in tutto il mondo. Una fra tutte, i Rossi della “Lanerossi”, storica industria nota in tutto il mondo che ha lasciato in città un importantissimo patrimonio archeologico industriale di cui è cardine la Fabbrica alta.
Hanno arricchito il dibattito, durante il seminario, gli interventi di Fabrizio Stelluto, Presidente della Associazione Regionale Giornalisti Agro Ambientali, che ha sottolineato l’importanza del marketing territoriale sostenuto dall’entusiasmo di chi vive nelle zone promosse, e Aldo Lorenzoni, che ha evidenziato l’importanza del progetto PIAR- ACCESS “Le Valli del Vino e del Racconto. Terre da gustare”come inizio di un percorso di valorizzazione dei sedici territori e della messa a sistema delle risorse e le loro eccellenze in un unicum di storia, natura ed enogastronomia.